Iperico: l’erba cacciadiavoli coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Introduzione alla specie coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

La pianta dell’iperico compare nei mesi di maggio e giugno. Nonostante l’aspetto insignificanrte, è una pianta medicinale molto utilizzata. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Conosciuto come “S’erba de piricoccu”, “frore de Santa Maria”, “Pericone”,l’iperico veniva usato in Sardegna per curare disturbi ginecologici. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

L’olio essenziale viene utilizzato, combinato con l’essenza di elicriso, per la cura di dermatiti e psoriasi. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Ottimo anche per la preparazione di liquori digestivi.

Attorno all’iperico sono fiorite tante credenze magiche, terapeutiche e religiose. Veniva chiamato anche “cacciadiavoli”, e insieme con semi di ruta, tre grani di sale, foglie di elicriso, e di altre erbe, si confezionava “sa retzetta”, in un quadrattino di stoffa cucito che si teneva in tasca o in casa come portafortuna e per scacciare il malocchio. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Le sommità fiorite vengono utilizzate per la preparazione di oleoliti dotati di azione cicatrizzante e, grazie ai loro principi amari, per confezionare tisane e liquori. Recentemente invece sono state scoperte le proprietà antidepressive dell’iperico che per questo motivo è stato molto richiesto dalle industrie farmaceutiche ed erboristiche per la preparazione di tinture o pastiglie. Da alcuni anni però la domanda di iperico è diminuita perché sono stati riscontrati effetti collaterali o interazioni negative con l’uso di altri farmaci. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Resta però sempre alta la richiesta per gli usi dermocosmetici. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

I suoi principi attivi più importanti, contenuti soprattutto nei fiori, sono l’ipericina (0,1-0,3%), l’iperforina ed i flavonoidi (0,5-0,7%).

Per le sue proprietà farmacologiche l’iperico viene utilizzato anche per il trattamento delle depressioni, come cicatrizzante, antisettico, per la cura di emorroidi, scottature, ulcere gastriche, coliti, disturbi della menopausa e infiammazioni.


L’infuso della pianta è utilizzato nel trattamento delle forme infiammatorie dei bronchi e delle vie genito-urinarie, come, tosse e cistite, per l’ attività balsamicaantibattericaanticatarrale e antiflogistica. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

L’oleolito (ottenuto dalla macerazione dalle sommità fiorite fresche in olio di mandorle o girasole), dal tipico colore rossastro, ha proprietà cicatrizzanti ed emolienti e stimola la rigenerazione cellulare. Per questo il motivo è usato contro le ustioni, l’eritemasolare, in caso di macchie della pelle, psoriasi, secchezza della cute del viso e del corpo, invecchiamento cutaneo, piaghe da decubito, smagliature, cicatrici, e segni provocati dall’acne. Di questa preparazione si potrebbe dire che è un vero trattamento di bellezza, e probabilmente uno dei prodotti antirughe e anti età più potenti ed efficaci che esista in natura.

Come si prepara l’infuso: coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

 1 cucchiaio raso di sommità fiorite di iperico, 1 tazza d’acqua coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Versare la miscela di foglie e fiori nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min.

Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, raffreddore e infiammazioni urinarie

Trattamento di bellezza:

 70 gr di sommità fiorite fresche, 250 ml. di olio di mandorle

Far macerare per 6 settimane in una bottiglia ben chiusa, a temperatura ambiente, quindi esporre al sole per un giorno intero. Filtrare e conservare in bottiglie di vetro scuro, al riparo dalla luce e in luogo fresco.

Sarà sufficiente applicarlo ogni sera su viso e collo per poter constatare i primi risultati anti-rughe e anti-età, già dopo soli 10 giorni di applicazione. Oppure utilizzarlo al momento del bisogno in caso di piaghe, ulcere, scottature.

Descrizione e Habitat

L’iperico perforato (Hypericum perforatumL., fam. Hypericaceae) cresce spontaneo in tutte le regioni italiane ed è molto diffuso in Sardegna, dal livello del mare, sino alle cime del Gennargentu.

Si distingue dalle altre numerose specie di iperico per avere le foglie “bucherellate” (se guardate in controluce) ed il fusto biangolare e cioè percorso longitudinalmente da due linee salienti.

Come alcune altre specie appartenenti allo stesso genere, la specie perforatum ha le foglie ed i petali picchiettati di puntini scuri che contengono l’ipericina e oli essenziali incolori.

I semi sono di forma semicilindrica ed il peso di 1000 semi è di circa 0,1 g.

Coltivazione

Clima coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

L’Iperico vegeta spontaneo in zone soleggiate e aride del piano basale, collinare e montano e, nonostante sia pianta rustica comune sui suoli secchi e poveri, in coltivazione richiede una certa quantità di acqua e di fertilizzanti. L’irrigazione è necessaria al momento della semina, dopo il trapianto, e dopo il primo taglio per favorire la ripresa vegetativa.

Terreno coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Anche in coltivazione l’iperico non ha speciali esigenze di terreno; cresce bene su terreni calcarei, ma anche su quelli silicei ed acidi, sopporta quelli argillosi, ma in coltivazione richiede un terreno leggero, privo di infestanti perenni, e non tollera i ristagni idrici .

Impianto

La coltivazione dell’iperico si può prolungare per due-tre anni. A causa delle malattie fungine a cui è soggetto, va messo in rotazione con cereali, patate o a prato per diversi anni.

Preparazione del terreno e concimazione

Effettuare l’aratura autunnale, l’erpicatura e, in caso di semina diretta, la rullatura. In quest’ultimo caso, il terreno deve essere finemente lavorato a causa della piccolezza del seme. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

La concimazione fosfo-potassica si effettua al momento delle lavorazioni preparatorie del terreno alle dosi approssimative di 70-100 kg/ha di P2O5 e 180-200 kg/ha di K2O. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

La concimazione azotata (100-150 kg/ha) deve essere eseguita invece in tre tempi:

  • tre settimane dopo l’emergenza o il trapianto;
  • alla chiusura della fila;
    • dopo il 1° taglio.
    • Alcuni specialisti ritengono che, per limitare il rischio di malattie fungine, non sia opportuno distribuire l’azoto.

L’impianto può essere effettuato per semina o per trapianto.

Per la semina diretta il terreno deve essere finemente lavorato (fine estate/autunno) ed il seme (conciato con metiram) deve avere una germinabilità ≥ al 70%.

La semina verrà eseguita con seminatrici adatte allo scopo, depositando e non interrando il seme sul terreno ben preparato, in quanto quest’ultimo germina in presenza di luce. Oppure coprendolo leggermente di terra e compattando il terreno mediante una rullatura.

La semina tardo-estiva o autunnale (settembre/ottobre/novembre) permette una stratificazione naturale del seme, durante la quale l’umidità e le basse temperature invernali ne sbloccano la dormienza. In questo caso l’emergenza avverrà in marzo/aprile.

La semina si può eseguire anche in aprile con seme trattato. Il trattamento consiste nella stratificazione del seme in sabbia umida a -5°C per una settimana oppure nella sua refrigerazione per 7 giorni a 4°C. Oppure si può seminare a fine maggio con seme non trattato, coprendo il terreno con tessuti da forzatura. In questa situazione l’emergenza delle piantine avviene in circa 3 settimane, ma è possibile anche eseguire la semina in giugno senza ricorrere alla forzatura.

N.B.: il seme di iperico è molto piccolo e la sua germinabilità è molto bassa (20-25%), inoltre la sua vitalità non superai 3 anni. La germinabilità del seme è comunque molto varia a seconda dell’annata e della partita di seme.

Per ottenere una buona germinabilità si consiglia di:

– usare sementi fresche (non più vecchie di 1 anno);

– seminare in superficie senza interrare;

– lavare via le sostanze che ricoprono il tegumento;

– stratificare il seme.

Il trapianto dà risultati più sicuri e produzioni più elevate rispetto alla semina diretta ed assicura una produzione di fiori già al primo anno.

Allo scopo si devono preparare le piantine in pots (2,5 x 5-6 cm) adatti alle macchine trapiantatrici disponibili. Il trapianto si deve effettuare verso aprile/maggio a seconda del clima.

L’investimento sarà di 50.000-66.000 piante/ha. Le distanze andranno da 25 a 40 cm sulla fila a 40-60 e più cm tra le file, a seconda dei macchinari disponibili in azienda.

Allevamento delle piantine in serra

Il seme, debitamente conciato con metiram (Polyram Combi) o con altri prodotti concianti, viene deposto in cassette riempite di terriccio e preventivamente disinfettate (per es. con Polyram Combi allo 0,2% o altro) verso la metà febbraio. La dose di seme consigliata è di 9 g/m2.

Le cassette seminate saranno coperte con tessuto da forzatura o con nylon o vetro e dovranno essere mantenute umide e protette dalla luce diretta, a temperature di 20-25° C. In tali condizioni il tempo di germinazione varia da 6-9 giorni a 2-3 settimane.

In febbraio e fino a metà marzo potrebbe essere utile un po’ di illuminazione artificiale.

Dopo l’emergenza si può abbassare gradualmente la temperatura fino ad arrivare a 16° C di giorno ed a 12° C di notte.

Per favorire un pronto sviluppo, il ripicchettamento delle singole piantine va effettuato precocemente. Con le sofisticate attrezzature disponibili presso i vivaisti, tale operazione può essere meccanizzata.

Un altro metodo è quello di sottoporre il seme alla stratificazione e poi seminarlo meccanicamente (2-5 semi per celletta) in modo da evitare la pratica del ripicchettamento.

Quando le piantine sono alte 7-8 cm e dopo 1 o 2 settimane di acclimatazione all’esterno, vengono messe a dimora in pieno campo.

Trattamenti fungicidi

Per evitare l’installarsi di funghi dannosi durante l’allevamento in serra, si consigliano almeno tre trattamenti fungicidi con metiram (Polyram Combi):

1. dopo l’emergenza delle plantule;

  1. 4-5 settimane dopo il primo;
  2. a fine ciclo, prima di portare le piantine fuori della serra.

Irrigazione in serra

L’irrigazione delle piantine di iperico si esegue a mano, a seconda della necessità. L’acqua comunque deve umidificare il substrato delle cellette fino in fondo.

Terriccio

Si può usare un semplice terriccio molto fine da orticoltura.

Concimazioni

Durante l’allevamento delle piantine si effettueranno concimazioni liquide settimanali con concime complesso a basso tenore in azoto, come per es. un 8-12-24-4 (N, P2O5, K2O, MgO) in modo da ottenere una concentrazione in azoto dello 0,2-0,4%.

Cure colturali successive alla semina o al trapianto

Esse sono rappresentate essenzialmente dalla lotta alle erbe infestanti, soprattutto nella prima fase del ciclo, quando l’iperico cresce lentamente.

Il controllo delle malerbe si può effettuare con lavorazioni meccaniche interfila e manuali sulla fila o ricorrendo al diserbo. Nessun erbicida chimico è stato finora omologato per l’iperico e quando se ne facesse uso, questo dovrebbe essere limitato all’iperico destinato all’industria estrattiva che deve essere messa al corrente di ciò.

Autori stranieri, nel caso di semina autunnale e di infestazione di malerbe, propongono l’uso di paraquat (GRAMOXONE, 3 l/ha) in preemergenza dell’iperico. In post-trapianto consigliano invece diversi diserbanti fra cui illinuron (AFALON, LORAX, PERFALON) alla dose di 500 g/ha.

Altri pongono addirittura due trattamenti distanziati di 8 -10 giorni alla dose di 1 l/ha di p. c..

L’impiego dei diserbanti dovrà essere il più limitato possibile ed alternato con lavorazioni meccaniche.

Asportazione in primavera di tutte le parti secche delle piante per ridurre i rischi di attacchi fungini.

Malattie, parassiti e difesa

Molti funghi attaccano l’iperico (Alternaria, Fusarium,Phytium,Sclerotinia,Verticillium, Colletotrichum), provocando l’ingiallimento, l’imbrunimento e quindi la morte della pianta. Le patologie si presentano soprattutto quando le piante sono molto fitte.

Si raccomanda di eseguire la concia del seme, di disinfettare le seminiere ed i pots, di mettere a dimora piante singole spaziate e di evitare il ritorno dell’iperico sullo stesso appezzamento.

Come per i diserbanti, anche per i fungicidi, nessun prodotto chimico è stato omologato per la coltura dell’iperico. Si può tuttavia ricorrere ad irrorazioni localizzate o diffuse a base di prochloraz (SPORTAK, OCTAVE) associato a benomyl (BENLATE) alle dosi rispettivamente di 1000 e 250 g/ha di prodotto commerciale distribuiti in 600 l di acqua.

L’iperico è attaccato qualche volta anche da insetti, ma generalmente non creano gravi problemi.

Raccolta e Rese

La raccolta, sia della pianta intera, sia delle sommità fiorite, si esegue nel periodo della massima fioritura

1° anno:

– se si trapianta in marzo/aprile la prima fioritura cade a fine luglio/inizio agosto;
– se si semina in aprile/maggio la prima fioritura avviene in settembre/ottobre;

2° anno:

– la prima fioritura si avrà in giugno/luglio e la seconda in settembre.

La raccolta dell’iperico su grandi superfici dovrebbe essere effettuata con falcia-caricatrici. Alla prima raccolta del primo anno, in coltura trapiantata ed irrigata, si tagliano le piante raso terra, perché in questo momento le piante sono verdi e fogliose. In seguito invece, quando la pianta raggiunge altezze più elevate e forma steli più legnosi, l’altezza del taglio va aumentata.

Rese in q/ha di droga secca:

– 1° anno: 25-55 q (pianta intera); 15-30 q (sommità fiorite)

– 2° anno: rese molto variabili 5- 15- 55- 70 q (sommità fiorite) a seconda dell’incidenza di malattie fungine. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Nel caso di semina diretta in pieno campo le rese sono in genere inferiori del 30-50% rispetto a quelle ottenute col trapianto.

Essiccazione

L’essiccamento dell’iperico si fa di solito in essiccatoio (40-60°C) per un periodo di circa 24 ore e fino al reggimento dell’8% di umidità. La droga, una volta immagazzinata, deve essere conservata al riparo dell’umidità e della luce.

Per piccole partite è possibile anche essiccare all’aria, ma allora l’essiccamento dura molto di più (circa 10 giorni).

Dopo le prime 12 ore è opportuno rimuovere la massa di iperico per migliorare il processo di essiccazione.

Scheda a cura di Alessandro Bezzi.  www.agripharma.it

Il mercato

Negli ultimi anni si sono aperte nuove prospettive per i coltivatori di piante officinali, soprattutto per prodotti biologici di nicchia.

E’ un settore che ha un grosso potenziale perchè è in aumento l’interesse del consumatore moderno verso i prodotti del benessere, naturalità e dermocosmetica. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Le piante officinali, inoltre, consentono il recupero e la valorizzazione di aree marginali per una diversificazione delle colture e rendere l’azienda multifunzionale riducendo i rischi connessi alla monocoltura. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Nel sito www.venetoagricoltura.org potete trovare molti spunti per rendere la vostra azienda multifunzionale sulla base delle sperimentazioni effettuate nel Veneto. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Nel sito www.iaraosta.isiportal.com alla pag. 89 potete farvi un’idea della redditività delle piante officinali. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Un altro sito, del quale riportiamo alcuni stralci interessanti è www.agrimpresaonline.it

“La produzione di piante per uso farmaceutico e, più in generale, di piante officinali in Italia è caratterizzata da forte dinamismo e notevole imprenditorialità. Il coltivatore di officinali di solito è uno specialista, più raramente un coltivatore sporadico o di opportunità, quindi ha investito capitali in attrezzature per la gestione della filiera (coltivazione, raccolta e lavorazione in post-raccolta delle erbe).
Negli ultimi anni il mercato è andato differenziandosi in due aree nettamente distinte in cui nuove prospettive si sono aperte per il coltivatore italiano. Da una parte, persiste un mercato delle materie prime industriali a basso prezzo e grande quantità (10-100 t/anno/prodotto), cui solo aziende con grandi estensioni ed esperienza possono accedere; in genere, queste produzioni si realizzano dietro contrattazione con le industrie acquirenti. Dall’altra parte, si amplia il mercato dei prodotti di qualità, biologici, di nicchia e super–nicchia, trattati in quantità modeste, (100 kg – 10 t/anno/articolo) ma pagati a prezzi superiori (fino a quattro volte i corrispettivi dei prodotti di qualità industriale).

Considerando la proprietà polverizzata diffusa in Italia, il coltivatore medio potrebbe puntare essenzialmente a quest’ultimo ambito, specializzandosi, allungando la filiera e professionalizzandosi. Lo svantaggio è che qui si opera in una dinamica più aperta, con scarsa programmazione e poca certezza sul collocamento della materia prima ottenuta in campo. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Le filiere di trasformazione più consolidate in Italia sono quelle della distillazione e dell’essiccazione; ci sono anche aziende che producono direttamente estratti. La filiera degli oli essenziali prevede la coltivazione e distillazione di diverse piante: lavanda, menta, elicriso e altre specie destinate al mercato degli ingredienti aromatici e profumistici. In tal caso, il coltivatore possiede in azienda un impianto di distillazione. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

Chi produce erbe essiccate, invece, si occupa della coltivazione e dell’essiccazione delle erbe e, in misura minore, anche della lavorazione dell’essiccato per il mercato degli infusi e droghe semilavorate; in tal caso, le aziende dispongono di essiccatoi, taglierine, sfogliatrici e setacci. Ci sono aziende, poi, che producono estratti liquidi greggi, o concentrati in quantità limitata, destinati al mercato delle tinture madri o della produzione artigianale di fitoterapici.
Molte aziende, infine, operano sulle tre filiere contemporaneamente per garantirsi una diversificazione e flessibilità rispetto al mercato, molto sfaccettato. coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

 

Considerazioni finali coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

La coltivazione delle officinali richiede minime modificazioni dell’assetto aziendale, poiché possono trovare collocazione all’interno degli ordinamenti produttivi presenti nella maggior parte delle aziende agricole el’iperico è un’ottima coltura di affiancamento che consente di diversificare e innovare.

Un’azienda “multireddito” efficiente deve puntare sulla diversificazione delle colture, alternando le colture abituali con altre (spesso meno impegnative e più redditizie) come ad esempio il bambù gigante, zenzero , lavanda,   zafferano ,  salvia,  elicriso

Anche per un giovane che si avvicina all’agricoltura, questo tipo di coltivazioni consente un inserimento relativamente facile, con ritorni economici più che soddisfacenti, anche se si dispone di piccoli appezzamenti di terreno.

Associazioni di categoria coltivare iperico coltivazione iperticum perforatum olio essenziale di iperico coltivazione intensiva iperico pianta officinale coltivare iperico reddito

La Federazione Italiana Produttori Piante Officinali (FIPPO) è un’associazione nazionale che promuove lo sviluppo del settore con la diffusione di informazioni, conoscenze e iniziative.
Non svolge un ruolo di intermediazione commerciale, anche se interviene e supporta i soci coltivatori nella ricerca di sbocchi commerciali e nella stipula di contratti di filiera. Attualmente conta 90 soci che rappresentano, via cooperative e altre associazioni, circa 180 coltivatori che coltivano 1180 ettari in tutta Italia; nel 2010 ha immesso sul mercato circa 800 t di piante e derivati.

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